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La terza madre

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La terza madre
La terza madre.jpg
Una scena del film
Titolo originale: {{{titolooriginale}}}
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Italia/Stati Uniti d'America
Anno: 2007
Durata: 98 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 2.35:1
Genere: Horror
Regia: Dario Argento
Soggetto: Dario Argento
Sceneggiatura: Jace Anderson, Dario Argento, Walter Fasano, Adam Gierasch, Simona Simonetti
Produttore: Claudio Argento, Dario Argento, Giulia Marletta, Tommaso Calevi, Lee Wilson
Produttore esecutivo: Claudio Argento
Produttore associato: {{{produttoreassociato}}}
Casa di produzione: Medusa Film, Sky, Opera Film, Film Commission Torino Piemonte
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
  • Asia Argento: Sarah Mandy
  • Udo Kier: Padre Johannes
  • Cristian Solimeno: Detective Enzo Marchi
  • Coralina Cataldi Tassoni: Giselle
  • Daria Nicolodi: Elisa Mandy
  • Moran Atias: Mater Lacrimarum
  • Philippe Leroy: Alchimista
  • Valeria Cavalli: Marta
  • Clive Riche: Uomo col Cappotto
  • Massimo Sarchielli: vagabondo
  • Adam James: Michael Pierce
  • Silvia Rubino: Elga
  • Robert Madison: Agente Lissoni
  • Giorgia Zago: Madre con bambino
  • Jun Ichikawa: Katerina
  • Franco Leo: Monsignor Brusca
  • Tommaso Banfi: Padre Milesi
  • Paolo Stella: Julian
  • Barbara Mautino: Valeria
  • Diego Bottiglieri: indiano
  • Claudio Fadda: demone
  • Roberto Donati: demone
  • Gianni Gatta: demone
  • Luca Pescatore: Paul Pierce
  • Alessandro Zeme: Luigi
  • Antonio Pescatore: agente in borghese
  • Stefano Fregni: tassista
  • Simonetta Solder: giovane madre
  • James Kelly Caldwell: annunciatore TV
  • Simone Sitta: giuda streghe
  • Gisella Marengo: strega
  • Marica Coco: strega
  • Daniela Fazzolari: strega
  • Alessandra Magrini: strega
  • Camilla Gallo: strega
  • Maria Biondini: strega
  • Federica Botto: strega
  • Serena Brusa: strega
  • Eleonora Marcucci: strega
  • Eleonora Misiti: strega
  • Rebecca Perlati: strega
  • Ivana Zimbaro: strega
  • Araba Dell'Utri: strega
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Episodi:
Fotografia: Frederic Fasano
Montaggio: Walter Fasano
Effetti speciali: Sergio Stivaletti, David Bracci, Danilo Bollettini, Lee Wilson (visivi)
Musiche: Claudio Simonetti
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Francesca Bocca, Valentina Ferroni
Costumi: Ludovica Amati
Trucco: Paola Gattabrusi, Chiara Ugolini
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
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Prequel: {{{nomeprequel}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film


La terza madre è un film del 2007, diretto da Dario Argento.

È la terza ed ultima parte della Trilogia delle Tre Madri, iniziata nel 1977 con Suspiria e continuata nel 1980 con Inferno.

Trama Modifica

La vicenda prende l'avvio dal ritrovamento fortuito, durante i lavori di ristrutturazione del manto stradale che costeggia il cimitero di Viterbo, di una bara alla quale è legata, con dei crocifissi, un'urna perfettamente conservata.
Il reperto è consegnato alle capaci mani di Monsignor Brusca il quale, esaminatone con viva preoccupazione il contenuto, lo recapita al museo d'arte antica di Roma dove facciamo la conoscenza di Sarah Mandy, dottoranda in restauro e archeologia, e di Giselle Mares, vice-conservatrice.
Chiaramente eccitate dalla preziosa scoperta, le ragazze aprono l'urna che contiene una lunga tunica rossa di raso intrecciata di pietre preziose, un coltello col manico in oro e tre piccole figure di terracotta. Ben presto si materializzano una bertuccia urlante, tre spaventosi demoni e una vecchia ricurva che si accaniscono con inaudita ferocia su Giselle martoriandone l'indifeso corpo e strangolandola con i propri intestini.

Allertata dalle urla atroci e agonizzanti della collega, Sarah si mette tempestivamente in salvo grazie al provvidenziale intervento di una misteriosa e distorta voce femminile. Sulla scena del crimine accorre Michael, direttore conservativo del museo, mentre la ragazza è sottoposta a pressante terzo grado da Enzo Marchi, commissario di polizia visibilmente incredulo. Sconvolta e singhiozzante, quella notte Sarah trova conforto tra le braccia di Michael. Intanto in una sala sotterranea imprecisata ha luogo un rituale: la vecchia ricurva muta in una bellissima donna avvolta dalla tunica rossa e dai talismani dell'urna, fonti del suo potere; una folla estatica, in maggioranza donne, la circonda strappandosi le vesti tra lacrime e grida di esultanza. Questa è Mater Lacrimarum, la Madre delle Lacrime.

Preda dell'energia demoniaca sprigionata, la Città Eterna è subito sconvolta da un improvviso incrementarsi di misteriosi suicidi e atti criminosi. Deciso ad investigare gli inquietanti avvenimenti, Michael si reca in quel di Viterbo: accolto da padre Milesi, scopre con pervasivo orrore che Brusca è stato colto da ictus e giace in coma profondo. Pur a disagio, il prelato rivela all'uomo che la bara disotterrata apparteneva ad Oscar De La Vallée, cavaliere di alto lignaggio che si offrì di traghettare in Vaticano l'urna maledetta rinvenuta ad Aosta nel 1814. Ma fu un viaggio disgraziato a base di pestilenze, morte e distruzione: De La Vallée morì a Viterbo sei giorni dopo di febbre malarica. All'imbrunire Sarah riceve una sgradita sorpresa: Paolo, il figlio di Michael, è stato rapito; un chiaro monito teso a scoraggiare ulteriori investigazioni.

Ma l'uomo ancora non demorde e parte per Monteleone alla ricerca di Padre Johannes, uno degli ultimi esorcisti riconosciuti dalla Chiesa. Con lo spaventoso potere di Mater Lacrimarum ormai liberato dalla lunga prigionia, potentissime fattucchiere da tutto il mondo si danno appuntamento a Roma per rendere omaggio alla più bella e crudele delle Tre Madri ispirate a Thomas De Quincey ed inaugurare la seconda era delle streghe. Scossa da una richiesta telefonica di aiuto di Michael, Sarah raggiunge di gran carriera Monteleone non prima di essere miracolosamente scampata, grazie all'insorgere improvviso di facoltà paranormali, ad un rocambolesco inseguimento in un'affollata Stazione Termini ad opera di agenti del commissario Marchi e di un gruppuscolo di streghe. In attesa di essere ricevuta da Padre Johannes, Sarah fa la conoscenza di Marta Colussi e il suo enigmatico passato è finalmente rivelato:
> la studentessa è figlia di Elisa Mandy, strega bianca guaritrice e spiritualista, perita per mano di una potente strega nera: Mater Suspiriorum, la madre dei Sospiri, uccisa anni dopo da una giovane ballerina di nome Susy Bannion. Fa la sua comparsa Padre Johannes che completa il discorso di Marta: mille anni fa sulla costa del Mar Nero, tre sorelle diedero vita alla stregoneria e vagarono per anni per il mondo seminando morte e distruzione; Mater Suspiriorum si stabilì a Friburgo, Mater Tenebrarum a New York e Mater Lacrimarum, l'unica delle tre ancora viva, a Roma.

Ma prima che il religioso possa sciorinare ulteriori cruciali informazioni, è massacrato a colpi di mannaia da Valeria, robusta governante ucraina sotto l'influsso dell'affascinante Signora delle Lacrime: Marta e Sarah fuggono tallonate da uno sciame di posseduti trovando infine rifugio nell'appartamento della Colussi. Stacco su un luogo sotterraneo buio e claustrofobico, illuminato a tratti dalla luce tremula delle candele: in un'esplosione di gemiti, grugniti e ringhi gutturali, i tre demoni e Mater Lacrimarum banchettano con i resti di Paolo, il figlio di Michael, steso come un maiale appena uscito dal forno; il ragazzino emette un rantolo: è ancora vivo. Intanto Marta rende partecipe Sarah delle sue abilità extra-sensoriali: la polvere soffiata da un portacipria delinea una moltitudine di spiriti fluttuanti, ma una criptica presenza immateriale cattura subito l'attenzione della ragazza, è la madre Elisa che stigmatizza la crescente pericolosità di Mater Lacrimarum.

È notte inoltrata quando dalle funi si calano i tre demoni e la scimmietta starnazzante, succede tutto in pochi secondi: Marta e la sua amica lesbica Elga fanno una fine orrenda. Straziata dal lancinante spettacolo, Sarah si eclissa spaesata e confusa tra le vie di Roma fino a quando non intravede una figura familiare: è Michael, i cui premeditati intenti omicidi sono sventati dal fantasma di Elisa. Decisa coraggiosamente a vederci chiaro, la studentessa prende contatto con Guglielmo De Witt, architetto e alchimista paralitico, che la indirizza a Palazzo Varelli, identificato come la residenza in cui si cela la Madre delle Lacrime. Raggiunto il fatiscente edificio in stile neoclassico e facendo tesoro dell'indovinello latino "Quello che si vede non esiste e ciò che non si vede è la verità", Sarah si inoltra nel seminterrato dove si dipanano visioni da incubo che sembrano uscite da un dipinto di Bosch. Mater Lacrimarum è in piedi su un antico altare circondata da donne in estasi. Aggredita dalla scimmietta, Sarah è trascinata al cospetto dell'ambasciatrice del Maligno, ma con rapidità fulminea le straccia la tunica rossa che finisce incendiata.

Le streghe arretrano sconcertate. L'intero ambiente è scosso da un terremoto vorticoso, scoppia il finimondo, un obelisco centra in pieno Mater Lacrimarum impalandola attraverso il torace. Sarah fugge ma cade in una vasca di liquame putrido con pezzi di cadaveri: sta per soccombere quando è soccorsa dal commissario Marchi. Sporchi e laceri, i due fuggono finalmente fuori, lontani da quel luogo spaventoso.

Note Modifica

Il film riunisce la famiglia Argento dopo tanto tempo: mamma Daria Nicolodi, papà Dario e la loro "figlioletta" Asia.

Le sequenze in cui Sarah Mandy si trova nei sotterranei, immersa in una poltiglia grumosa giallastra, ricordano molto quelle di Phenomena (1985), in cui la protagonista Jennifer Corvino si ritrova immersa in una vasca con cadaveri in putrefazione nei sotterranei della casa dell'assassino; analogamente, rimandano a Phenomena la presenza di una scimmia urlante e di una lancia scomponibile, utilizzata da un emissario del Male per impalare una donna.

Al cinema è uscita una versione priva di alcuni momenti gore: più lunga, nell'edizione home video, la scena dell'uccisione di Padre Johannes.

Critiche Modifica

I critici hanno considerato non solo una conclusione deludente per la trilogia ma anche un fallimento totale come film: è evidente che presenta dialoghi e scene ridicole nonostante gli enormi effetti speciali. Molti fan e pubblico ne sono rimasti delusi e stentano anche a credere che il regista sia lo stesso di Profondo rosso, Suspiria, Inferno e Phenomena (per citare i più celebri).

Inoltre nel film sono presenti una serie di incoerenze con i precedenti film della trilogia. Eccone alcune:

  • Padre Johannes rivela a Sarah che sua madre, prima di essere uccisa, ha combattuto duramente contro Mater Suspiriorum e l'aveva ridotta ad una vecchia debole ed inerme. In Suspiria, però, la strega appare vecchia, ma per niente inerme data la ferocia degli omicidi che commette. Inoltre, se una strega bianca avesse combattuto contro Elena Markos (Mater Suspiriorum) probabilmente anche il professor Milius ne avrebbe parlato.
  • Sempre Padre Johannes dice che ad uccidere Mater Suspiriorum è stata Susy Bannion, ma in realtà il cognome di Susy era Benner.
  • Sempre Padre Johannes afferma che Mater Lacrimarum è l'unica delle Tre Madri ancora in vita, ma in realtà non esiste alcuna prova che Mater Tenebrarum sia morta.
  • Viene detto nel film che Mater Lacrimarum è la più crudele delle tre madri, ma in Inferno è stato detto più volte che la più crudele è Mater Tenebrarum.
  • Nel film Mater Lacrimarum viene risvegliata dopo secoli di letargo, eppure era comparsa anche nel film Inferno.
  • In Inferno la casa della Madre delle lacrime era la sede di una biblioteca, qui invece risulta essere il Palazzo Varelli.
  • Viene detto che Varelli avrebbe abitato nel palazzo ove vive Mater Lacrimarum, ma in Inferno lo stesso Varelli dice di essersi trasferito a New York subito dopo aver costruito i palazzi per le Tre Madri.
  • Il libro intitolato "Le Tre Madri" che Sarah consulta è scritto interamente in italiano, mentre in Inferno era scritto in latino. Inoltre mentre qui sembra essere stato lo stesso Varelli a scriverlo, nel film precedente si era detto che il libro è formato dai diari di Varelli rinvenuti da un suo amico che ha poi deciso di pubblicarli.
  • Il disegno presente nel libro che raffigurerebbe la casa di Mater Suspiriorum mostra una casa completamente diversa da quella apparsa nel film Suspiria.
  • In Inferno la Madre delle Lacrime aveva un bellissimo gatto, qui la sua comparsa è preceduta da una scimmietta.
  • Nei film precedenti, tutti coloro che scoprivano dell'esistenza delle Madri venivano barbaramente uccisi per impedire che si sapesse della loro esistenza. Qui sembra che tutti siano a conoscenza della loro esistenza tranne la protagonista.
  • La streghe che aiutano la Madre delle Lacrime hanno tutte un aspetto da punk e da prostitute. Nei film precedenti avevano un'aria signorile e rispettabile.
  • Mentre viene menzionata Susy Benner (anche se con nome sbagliato), non viene nemmeno nominato Mark Elliott.

Locandina Modifica

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